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GALOP 22
Per l’ultima parte della sua lunga stagione concertistica, partita già ad aprile, l’Associazione “Maggio della Musica” si sposta per la prima volta a Portici, scegliendo il Palazzo Reale e, in particolare, gli spazi eleganti del Galoppatoio Borbonico come cornice degli ultimi cinque appuntamenti dell’anno,riuniti a formare un minifestival nel festival denominato, non a caso, “Galop 22”.
Questo progetto nasce con l’intento di occupare un segmento di repertorio alternativo e complementare a quello rigorosamente cameristico che, da sempre, rappresenta il principale nucleo di attività dell'associazione “Maggio della Musica”. "Galop 22”, cioè, mette insieme proposte che nella musica trovano il proprio elemento propulsore ma non esclusivo. Intorno all'esecuzione di brani classici e moderni, infatti, si snoderanno percorsi narrativi trasversali, che mettano in circolo riferimenti teatrali, letterari, visivi. Il gesto e la parola, allora, diventano complici della musica, dando forma a spettacoli originali e “speciali”, come impone il ricorso stesso ad un luogo – il Galoppatoio – fuori dall’ordinario.
Si comincia con un gruppo straordinario, l’ensemble Ars Lud, appena premiato con il “Leone” alla Carriera nel corso dell’ultima Biennale di Venezia, punto di riferimento di molti tra i più illustri compositori contemporanei di oggi: il suo è un concerto spettacolo dalla forte valenza teatrale, coreografica, gestuale. L’11 novembre sarà la volta del Gomalan Brass, forse il più importante quintetto di strumenti a fiato tra quelli nati in Italia in epoca recente: la loro “Aida” è un omaggio a Verdi reso con gusto e ricchezza musicale, ma anche con la voglia di divertirsi e mettersi in scena in modo sorprendente. Due spettacoli nuovi – 18 novembre e 2 dicembre – commissionati dal “Maggio della Musica” danno corpo, ancora, alla proposta del Galoppatoio: il primo, scherzoso e affettuoso, racconta una storia fantastica su Rossini e Mozart (soggetto e testo di Stefano Valanzuolo) e offre un pretesto per ascoltare, con i Fiati dell’Orchestra “Rossini”, un bel po’ di brani amatissimi. L’altro spettacolo, pensato e scritto da Diego Nuzzo, si snoda intorno al mondo sonoro delle “Variazioni Goldberg” di Bach, rese al clavicembalo da Fiorenzo Pascalucci e consegnate, nel racconto, alla voce affascinante di Paolo Cresta. C’è spazio, in “Galop 22”, infine per un’incursione nel mondo del jazz con il concerto dell’Orchestra Ritmico Sinfonica del San Pietro a Majella (25 novembre), diretta da Mariano Patti, nel segno della collaborazione con il Conservatorio di Napoli, istituzione gloriosa e vivacissima.
L’obiettivo di “Galop 22” è quello di riuscire a coinvolgere un pubblico ampio e non specialistico, curioso e composito per vocazione, background culturale, età. Un pubblico, cioè, rispondente al profilo del consumatore di eventi culturali nel terzo millennio.

LUOGHI
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